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Immagina un giorno la consulenza finanziaria

Consulenza indipendente

Consulenza finanziaria attiva e Retail Investment Strategy

15 apr, 2022

Immagina che ci sia un questionario di profilazione unico per tutti i clienti. E che questo questionario valga per tutti i servizi di investimento e per tutti gli intermediari. Che quindi il cliente possa trasferirlo liberamente agli intermediari con i quali intenda aprire un rapporto.

Immagina che questo questionario sia accompagnato da una proposta personalizzata di allocazione strategica del portafoglio tra le principali asset class, come guida per la pianificazione finanziaria e per attenuare il rischio derivante da investimenti inadeguati.

Voi potete certamente dire che sono un sognatore, ma, forse, non sono l’unico.

 

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Retail Investment Strategy: cosa pensano gli operatori di mercato della normativa MiFID2

Il 21 marzo scorso si è conclusa una consultazione avviata dalla Commissione europea nell’ambito del progetto Retail Investment Strategy, che aveva lo scopo di raccogliere le opinioni degli operatori di mercato su alcune proposte finalizzate al miglioramento delle regole e prassi di adeguatezza e appropriatezza nella Mifid2.

Quando ho iniziato la compilazione sono stato sorpreso fina dalla prima domanda: “Ritenete che un regime di valutazione degli investitori al dettaglio unico e standardizzato, applicabile a tutti i servizi di investimento e rafforzato dalla fornitura di una strategia di asset allocation personale, potrebbe affrontare le debolezze degli attuali regimi di adeguatezza e appropriatezza?”

L’attuale prassi di valutazione di adeguatezza e appropriatezza, così come viene attuata dagli intermediari, non piace a nessuno.

Non piace al cliente che è sottoposto alla compilazione di un questionario di cui spesso non capisce l’utilità.

Non piace ai consulenti finanziari che lo considerano un inutile fardello burocratico. Ma neppure piace alle autorità di vigilanza, se viene interpretato come mero adempimento formale.

 

Definire un questionario semplificato e standardizzato

Meglio, quindi, un questionario semplificato e standardizzato che valga per tutti i clienti e tutte le banche: non potevo che dare una risposta affermativa.

La seconda domanda della consultazione, per chi non avesse ancora capito bene, rincara la dose: “Ritieni che una nuova valutazione del cliente al dettaglio (migliorata con una strategia di asset allocation personalizzata) e la sua trasferibilità potrebbero portare vantaggi e opportunità agli investitori al dettaglio e agli intermediari finanziari?”

Certo, ma dove si troverebbero i dati compilati dal cliente?

Ed ecco, alla domanda 8, una possibile attuazione: “Sei d'accordo con la seguente affermazione? Tutti i dati della valutazione di adeguatezza e della strategia di asset allocation personalizzata (il piano di investimento personale) dovrebbero essere archiviati elettronicamente e, previo consenso del cliente, il piano di investimento personale dovrebbe essere accessibile a tutti gli intermediari finanziari impiegati dal cliente (open finance).”

Una volta definito un questionario standardizzato per tutti i servizi, la consultazione della Commissione si concentra sull’applicazione della strategia di allocazione del portafoglio ed il ruolo che consulenti e intermediari finanziari dovrebbero (continuare a) svolgere.

Domanda 15: “L'esposizione alle attività, come definita nella strategia di asset allocation, potrebbe essere ottenuta investendo direttamente in titoli (ad es. azioni, obbligazioni) o tramite investimenti in prodotti finanziari potenzialmente complessi (ad es. fondi, prodotti strutturati, prodotti di investimento assicurativi) o una loro combinazione. In che modo un intermediario finanziario dovrebbe valutare il miglior rapporto qualità-prezzo quando considera classi di attività o sottoclassi di attività che offrono l'esposizione ottimale per l'investitore al dettaglio?”.

 

Il ruolo dei consulenti ed intermediari finanziari

Consulenti ed intermediari finanziari dovrebbero quindi essere chiamati a raccomandare investimenti in specifici strumenti finanziari con migliore rapporto qualità/prezzo, nei limiti della strategia di allocazione finanziaria predefinita.

Alla domanda 17 si precisa ancor meglio: “Un intermediario finanziario, diverso da quello che ha redatto la valutazione del cliente, dovrebbe essere in grado di proporre una strategia di asset allocation diversa da quella originariamente stabilita, laddove i dati necessari per produrre la strategia di asset allocation siano messi a disposizione di tale intermediario finanziario?”

La Commissione si chiede in sostanza se il singolo intermediario o consulente finanziario possa proporre una strategia di allocazione diversa da quella predefinita. Interessante le tre risposte che vengono suggerite: 1) Sì ma solo se esistono le condizioni oggettive, 2) No, 3) Non so.

 

Verso una consulenza finanziaria "attiva"

Il ruolo della consulenza finanziaria “attiva”, ossia che esce dallo schema predefinito dal modello, sarebbe quindi applicabile solo nel caso di condizioni rilevabili oggettivamente. Per il momento non sappiamo di più e probabilmente dovremo attendere i risultati della consultazione e i documenti finali.

Anche la stessa Commissione dichiara di non avere le idee chiare quando, nell’introduzione al documento di consultazione, afferma “Si dovrebbe quindi determinare se e in che misura gli intermediari finanziari potrebbero essere autorizzati a discostarsi da questa strategia di asset allocation personalizzata e a quali condizioni.”.

Si prepara probabilmente, con la Retail Investment Strategy della Commissione europea, una vera rivoluzione copernicana del servizio di consulenza in materia di investimenti che persegue lo scopo di mettere al centro le esigenze e le priorità del cliente, di accrescere la concorrenza mediante la facilità di trasferimento dei rapporti da un intermediario all’altro e, non ultimo, una riduzione degli oneri amministrativi e burocratici per gli intermediari.

Non si tratta che attendere i prossimi passi del legislatore europeo che non dovrebbero tardare.

Scritto da

Massimo Scolari
Massimo Scolari

Massimo Scolari, nato a Varese il 3 settembre 1956, si è laureato in Economia Politica presso l’Università Bocconi di Milano. Massimo Scolari è Presidente di Ascofind, Associazione delle società di consulenza finanziaria e membro del Comitato Direttivo dell’Organismo di vigilanza e tenuta dell’Albo dei Consulenti Finanziari (OCF). Svolge attività di docenza presso il Mip Graduate School of Business del Politecnico di Milano. È Presidente del Consiglio di Amministrazione di CompAM Sicav e di Euclidea Sim. È inoltre membro del Consiglio di Amministrazione di Zenit Sgr e di Classis Capital Sim. È Vicepresidente di Conformis in Finance, società di consulenza in materia di regolamentazione finanziaria. È membro onorario di Cfa Society Italy. È stato membro del Consultative Working Group – Investor Protection & Intermediaries Standing Committee dell’ ESMA, del Comitato Scientifico di Academy Borsa Italiana e del Comitato Scientifico di Accademia Bcc. In passato ha svolto l’attività professionale nel gruppo Banca Sella in qualità di Amministratore Delegato di Gestnord Fondi Sgr e presso la Banca d’Italia nel Nucleo Ricerca Economica Regionale.

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