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La teoria della riflessività di George Soros: orientarsi nei mercati finanziari

Controllo del rischio di mercato, Finanza comportamentale

Orientarsi nei mercati finanziari seguendo la teoria di George Soros

7 giu, 2022

La teoria della riflessività di Gorge Soros è basata sull'idea che in economia i fattori soggettivi e le aspettative influiscano in misura determinante producendo uno scarto rispetto alla realtà oggettiva, per esempio nel valore dei titoli, che diventa esplosivo e provoca sia le impennate che i collassi.

Essa muove da un punto di vista sociologico infatti, nel suo lavoro, Soros cita le fonti: Thomas Merton per le profezie autoconvalidanti e l'effetto bandwagoning (tutti sul carro del vincitore), Alfed Schutz per la sociologia dell'intersoggettività.

Per questo motivo e per il fatto che la genesi della sua teoria è conseguente alla professione di speculatore di successo, ho pensato di esaminarla.

La teoria della riflessività è la strategia, la "bussola", con cui Soros si orienta nei mercati finanziari. È una teoria molto originale, che risente delle influenze di Karl Popper, il grandissimo filosofo austro-inglese che è stato maestro del finanziere nella Londra degli anni '50.

Da sempre Soros è stato profondamente appassionato agli studi filosofici e da sempre li ha affrontati con il tipico pragmatismo del maestro, con cui ha condiviso una profonda avversione alle visioni del mondo totalizzanti, in particolare verso i due totem che hanno condizionato la politica e l'economia nel nostro secolo: il marxismo e la teoria dell'economia "classica", basata sul principio del mercato efficiente.

Può sembrare strano che due concezioni apparentemente così distanti possano essere avvicinate: in realtà hanno in comune un fortissimo punto di contatto, ossia la visione di una realtà misurabile con precisione e tendente verso uno stato finale di perfetto equilibrio. Da una parte l'equilibrio della società senza classi in cui il proletariato riesce a impossessarsi dei mezzi di produzione eliminando tutte le ingiustizie, dall'altro il raggiungimento dell'equilibrio perfetto tra domanda e offerta.

Quello che non convinceva Soros era proprio la possibilità di raggiungere queste situazioni di equilibrio in sistemi paragonati, per possibilità di fare previsioni, ai sistemi oggetto di studio da parte delle scienze esatte (visione peraltro ormai in crisi anche in questo settore, dove la teoria della complessità ha dimostrato che è impossibile prevedere esattamente il comportamento dei sistemi complessi).

Per conoscere le riflessioni e strategia di investimento di George Soros, leggi anche "Chi è George Soros e cosa si può apprendere dalla sua filosofia di investimento?"

La differenza tra la visione "classica" e il metodo "George Soros"

La grande differenza tra chi ancora oggi opera seguendo la visione "classica" dell'economia e Soros è che per il finanziere ungherese un sistema economico è popolato da attori pensanti. Questi soggetti, con le loro previsioni e i loro comportamenti, introducono un enorme fattore di indeterminatezza. Fattore che è amplificato da un'altra importantissima caratteristica degli esseri umani: ossia il fatto che la nostra comprensione del mondo è sempre intrinsecamente imperfetta. 

Generalmente si crede che vi sia una relazione di corrispondenza tra ciò che pensiamo oggi e quello che accadrà domani. La riflessività significa invece che quello che accadrà domani è influenzato anche dalle aspettativeaspettative che sono spesso errate. Inoltre, c'è una correlazione bidirezionale tra le percezioni errate e l'attuale corso degli eventi (se credo che un titolo diventerà carta straccia e me ne disfo, influenzo il mercato). La differenza è sottile ma importantissima: i mercati non anticipano il futuro, lo creano.

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Diversi approcci all'investimento 

Questo particolare approccio dell'investimento si scontra con il buon senso comune. L'opinione prevalente sostiene che i mercati abbiano sempre ragione: in altre parole, i prezzi tendono a rispecchiare ogni sviluppo futuro. Soros crede invece che i prezzi siano sempre sbagliati, nel senso che rispecchiano una visione del mondo soggettiva.

Questo non significa che cambieranno automaticamente e che quindi si debba sempre andare regolarmente contro il prezzo indicato dal mercato, che spesso tende a prevalere. Significa che se si parte dal presupposto che le informazioni che circolano nei mercati sono incerte e spesso sbagliate, gli attori devono essere vigili, riflessivamente aperti, in modo da anticipare la correzione di questi "errori".

Ed è proprio quello che Soros fece il 16 settembre 1992: intuì che la quotazione della sterlina era insostenibile e buttò tutto il peso del suo fondo di investimento, il Quantum fund, in questa direzione. Aveva ragione, e la posta in palio fu altissima: la Banca d'Inghilterra perse in sole 24 ore oltre 2.000 miliardi. 

Concludendo, ciò che colpisce di Soros è proprio l'accettazione della complessità come elemento caratterizzante delle scienze sociali da cui non è possibile prescindere e sul quale il finanziere fonda il suo approccio ai mercati finanziari. Il suo successo poi può essere visto come una sorta di prova empirica. 4Timing si rispecchia in questo approccio e considera fondamentale l’impatto della complessità delle scienze sociali nell’approccio ai mercati finanziari

Scritto da

Riccardo Granero
Riccardo Granero

CIO & Founder 4Timing SIM - Lavoro nel mondo della gestione del risparmio da quasi trent’anni con lo stesso entusiasmo di quando ho iniziato. In questi ultimi venti anni, coadiuvato dal mio staff, mi sono dedicato all'implementazione di modelli sistematici di gestione attraverso l’applicazione del metodo scientifico, sempre pronto a valutare nuove possibilità ma con l’occhio critico della scienza. Mi rispecchio nella frase del filosofo Karl Popper: “Il metodo della scienza è il metodo di audaci congetture e ingegnosi e severi tentativi di confutarle.” Nel 2016 ho deciso di fondare 4Timing SIM per offrire, attraverso i servizi di consulenza finanziaria e gestione del patrimonio, il know-how accumulato in questi anni.

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